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Sergio Romano, chi è il vincitore del David di Donatello 2026 come miglior attore protagonista

Sergio Romano fotografato sul red carpet durante la 71ª edizione dei David Di Donatello, 06 Maggio 2026, Roma, Italia. (Foto di: Franco Origlia/WireImage)

Sergio Romano, tutto sull’interprete italiano noto per il suo lavoro in teatro, cinema e televisione, vincitore del David di Donatello 2026.

Sergio Romano si è fatto apprezzare come attore per uno stile naturale, misurato ed autentico, negli anni ha consolidato la sua presenza sia nel cinema indipendente ed autoriale, sia nelle serie TV di successo, dimostrando grande versatilità tra ruoli drammatici e più popolari. Ecco una panoramica di approfondimento su di lui.

Biografia e carriera di Sergio Romano

Nato a Brescia, l’11 aprile 1965, sotto il segno dell’Ariete, Sergio Romano ha coltivato la sua attitudine artistica diplomandosi alla Civica Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano, per poi avviarsi verso una carriera attoriale solida e versatile, con una forte base nel teatro d’autore.

Romano si è avvicinato alla recitazione per passione esistenziale, dopo una delusione politica giovanile. Infatti, ha visto il teatro come luogo in cui “fare le cose insieme” e celebrare la vita comune, anche attraverso il dolore.

L’interprete ha lavorato con registi importanti come: Valerio Binasco, Massimo Castri, Luca Ronconi ed altri. Nel corso della sua carriera ha ricevuto diversi riconoscimenti, come nel caso del Premio Hystrio all’Interpretazione nel 2002 per “Otello” (di A. Calenda) ed in precedenza il Premio Coppola-Prati nel 1994, per “Hamlet”.

Infatti, l’interprete ha collezionato numerose presenze in produzioni teatrali di grande levatura, spaziando tra ruoli in classici e contemporanei. Nel suo curriculum figurano titoli come: “Avvoltoi” (2025), “Salveremo il mondo prima dell’alba” (2023), “Don Giovanni, Night Bar” (Pinter) con Valerio Binasco, “Emilia, Lacci, John e Joe”.

L’attore ha preso parte a diverse produzioni con Massimo Castri (“Tre sorelle, Ecuba, Alcesti, Questa sera si recita a soggetto”), recitando anche in diverse opere shakespeariane (“Otello”, “Il mercante di Venezia, La tempesta, Hamlet”) ed altri classici.

Non solo teatro, ma anche cinema e televisione

Sergio Romano è entrato anche in contatto diretto con il cinema d’autore, recitando poi in produzioni più popolari. La sua carriera cinematografica si è snodata in pellicole quali: “Da zero a dieci” (2002) di Ligabue; “Il vento di sera” (2004); “La terza stella” (2005); “Un bacio” (2015) di Ivan Cotroneo; “Il testimone invisibile” (2018) di Stefano Mordini; “Il campione” (2019) di Leonardo D’Agostini.

La sua popolarità è cresciuta prendendo parte a lavori cinematografici come: “La scuola cattolica” (2021) di Stefano Mordini; “Delta” (2022) di Michele Vannucci; “Il nibbio” (2025) di Alessandro Tonda; “La valle dei sorrisi” (2025) di Paolo Strippoli; “Le città di pianura” (2025) di Francesco Sossai nel ruolo del protagonista grazie al quale ha vinto il David di Donatello 2026 come Miglior Attore Protagonista.

Il nome di Sergio Romano è legato inoltre a diverse fiction italiane, come ad esempio: Don Matteo, Un passo dal cielo, Non uccidere, Petra, La fuggitiva, R.I.S. Roma, Romulus (2020-2022, varie stagioni), Che Dio ci aiuti (2019) – oncologo Pietro Santoro, Squadra antimafia – Palermo oggi (2014-2015) – Giovanni Spagnardi, L’onore e il rispetto 2 (2009) – commissario Carlo Maffei.

Cosa si sa sulla vita privata di Sergio Romano

L’attore ha dimostrato un grande riserbo su tale aspetto. Non ci sono conferme pubbliche sulla sua situazione sentimentale, perché l’attore non ha mai lasciato trapelare niente sulla sua vita privata.

Dove vive?

Sergio Romano e ha radici forti in Padania e Veneto, si è formato a Milano r successivamente si è trasferito a Roma per lavorare di più in cinema e televisione.

Dovrebbe vivere prevalentemente in campagna, dove ritrova pace e natura. In un’intervista a Esquire (ottobre 2025) ha raccontato: “Al mattino ero in campagna, a casa mia, fra gli ulivi e le galline, la sera in smoking sulla Croisette” (riferito al Festival di Cannes).

Curiosità su Sergio Romano

– Per l’ui’attore l’arte è un atto di curiosità, verità, gioco condiviso e libertà creativa. Romano ha rivelato di credere nell’integrità del lavoro (scrittura, regia, interpretazione) e nell’etica della sottrazione: “quello che non sta dentro, non sta dentro”.

– Sergio Romano parla italiano (madrelingua), inglese e portoghese.

– La sua presenza social è discreta e si concentra sulla sua vita professionale, attraverso pubblicazioni su Instagram di lavori e progetti.

– L’attore ha costruito negli anni uno stile recitativo calibrato e naturale, combinando insieme delicatezza e profondità. Critici ed interviste hanno sottolineato la sua capacità di “abitare” i personaggi con fisicità concreta, tempi comici precisi, ironia malinconica, tenerezza e vulnerabilità. Infatti è descritto come un attore che sceglie ruoli con misura ed autenticità.

La sua formazione teatrale si è valsa dell’influenza di maestri come Massimo Castri, Luca Ronconi, Heiner Müller e Benno Besson. Inoltre, ha studiato tecniche del “Method”, in particolare con Ivana Chubbuck, focalizzandosi sull’identificazione delle azioni e dei bisogni primordiali del personaggio piuttosto che sull’imitazione emotiva

– Il suo approccio interpretativo è radicato nella conoscenza profonda dell’animo umano, nel gioco, nell’ironia ed in una presenza scenica che dialoga con lo spazio fisico ed il pubblico. Questo gli ha permesso di adattarsi bene anche al cinema ed alla TV. In particolare, si è mostrato più intimo e dialogico con la macchina da presa, mantenendo sempre autenticità.

– Il giudizio della critica è stato nei suoi confronti quasi sempre positivo. All’attore hanno rivolto encomi nei confronti della sua capacità di portare sullo schermo ed in scena personaggi “minimi” ma densi, fragili, reali, lontani dagli stereotipi.

– Durante la premiazione ai David di Donatello 2026 ha tenuto un discorso breve, riflessivo e molto apprezzato. L’interprete ha evitato i ringraziamenti classici per condividere una riflessione sul ruolo del cinema. L’attore ha enfatizzato l’importanza di raccontare l’Italia e di “vedere” le persone, in linea con il suo pensiero artistico centrato sull’umanità e sulla verità.

– Con “Le città di pianura” (2025), l’attore ha raggiunto l’apice del riconoscimento, conquistando il David di Donatello 2026 come Miglior Attore Protagonista. La critica ha lodato l’alchimia con Pierpaolo Capovilla, i tempi comici chirurgici, la fisicità e la capacità di incarnare un’umanità marginale ma piena di vita. Il film è stato accostato a Kaurismäki per ironia malinconica e paesaggi narrativi.

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ultimo aggiornamento: 7 Maggio 2026 11:30

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